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Perché il Gallo? Identità e Simboli del Nostro Logo

Perché il Gallo? Identità e Simboli del Nostro Logo

La scelta di un logo è un’operazione identitaria: è un biglietto da visita, uno strumento attraverso il quale ci si riconosce e ci si rende riconoscibili. Ma perché il Centro Evangelico di Cultura ha scelto proprio un gallo color terra di Siena?

Le ragioni affondano nella Bibbia, nella storia europea e nella vita quotidiana delle nostre valli.


1. L'Icona della Fragilità e della Veglia

Il gallo è, prima di tutto, il monito rivolto a ogni discepolo. Come Simon Pietro, siamo chiamati a confrontarci con le nostre fragilità:

«In verità ti dico: proprio tu, oggi, in questa stessa notte, prima che il gallo canti due volte, mi rinnegherai tre volte».

Il canto del gallo segna il momento della verità, lo "status penultimo" delle nostre sicurezze umane che crollano davanti alla prova, invitandoci al ritorno e al pentimento.

2. Una Storia Alta: Dai Campanili al Prestigio Sociale

Nell'XI secolo, Papa Niccolò I favorì la tradizione — già radicata nel Nord Europa — di issare sui campanili banderuole a forma di gallo. L’attestazione più antica risale tuttavia all’820 d.C., voluta dal Vescovo Ramperto per la chiesa dei Santi Faustino e Giovita a Brescia.

Nel Basso Medioevo, il permesso di installare il gallo si estese agli edifici comunali più alti, trasformando il simbolo in un emblema di prestigio e status sociale elevato.


3. Il Risorto e il Perdono: Una Prospettiva Ecumenica

In occasione del Cinquecentesimo della Riforma (2017), due riflessioni hanno arricchito questo simbolo:

  • Christoph Sigrist (Riformato): Il gallo è l’immagine del Risorto. Essendo il primo a salutare il mattino, rimanda alle donne che all'alba videro la tomba vuota e annunciarono la vita.

  • Christian Rutishauser (Cattolico): Il gallo è segno di perdono. Ci ricorda che le menzogne non possono salvarci e ci sprona a non allontanarci da Gesù o, se accade, a tornare a Lui con il pianto sincero di Pietro.


4. Araldica, Folklore e Territorio

Nell'araldica, il gallo simboleggia vittoria e salute. Quando è rappresentato in postura "ardita" (con la zampa alzata), indica il guerriero vigile e pronto. Lo ritroviamo negli stemmi di comuni come Gallarate o Parabiago, ma anche nella mentalità contadina come difensore della proprietà contro insidie sgradite, come le serpi.

Il "Gallo Ecumenico" tra Valtellina e Valposchiavo

Esiste infine un valore sociologico locale:

  • In Valposchiavo, il gallo sormonta i campanili delle chiese protestanti, distinguendoli da quelli cattolici che recano la croce.

  • In Valtellina, questa distinzione è stata vittima della damnatio memoriae seguita al Sacro Macello del 1620.

Tuttavia, a Morbegno, sul campanile della Chiesa di San Nicola, svetta ancora la scultura di un gallo: un segno che oggi, superate le ferite della storia, ci piace definire ecumenico.

Emanuele Campagna

Emanuele Campagna


Collaboratore di Heidi Crameri - Responsabile del Centro Evangelico - e, attualmente, studente in teologia presso la Facoltà Valdese di Teologia di Roma

centro.evangelico.cultura.sondrio@gmail.com
 

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