Prolusione alla "Scuola per la Democrazia 2022" (Torre Pellice, 3-9 luglio)
Cosa intendiamo oggi per "politica" e a quale democrazia possiamo ancora aspirare? Partendo da questi interrogativi, il senatore e sociologo Luigi Manconi ha tracciato, presso l'aula sinodale della Casa Valdese di Torre Pellice, un vero e proprio Manifesto per una presenza attiva dei partiti nei luoghi del dolore.
La Crisi della Democrazia: I Numeri del Distacco
Manconi analizza la crisi democratica come un processo multifattoriale: l’espansione dell’economia finanziaria a discapito del capitalismo industriale, l’internazionalizzazione del potere (BCE, FMI) che svuota di senso lo Stato-nazione e l’insorgere delle cosiddette "democrature".
Il declino si manifesta attraverso tre meccanismi principali: la crisi dei partiti di massa, la riqualificazione (o degradazione) della politica e, soprattutto, l'astensionismo.
L'analisi del voto (2008-2022):
I dati mostrano una consapevolezza crescente dei cittadini circa l’irrilevanza del proprio voto sulle decisioni reali, con rare controtendenze legate a eventi di forte rottura:
Italia: Nelle amministrative di giugno 2022 l’affluenza è scesa al 54,7%. Le politiche mostrano un calo costante: dall'80,63% del 2008 al 72,93% del 2018.
Francia: Le legislative 2022 hanno registrato un crollo al 47,51% al primo turno.
Germania: In controtendenza (+0,6% nel 2022), segno che l'uscita di scena di figure forti (Merkel) riattiva la competizione.
USA: Il record del 2020 dimostra che la polarizzazione e la novità (come fu per Obama) smuovono le masse.
Spagna: Il caso di Podemos rivela la parabola dei partiti "immediatisti": dal 21% del 2016 al 12% del 2019, un fenomeno speculare al declino del M5S in Italia.
Che cos’è la Politica? Quattro Dimensioni del Dolore
Manconi suggerisce che i partiti abbiano smarrito la propria funzione perché hanno smesso di abitare i luoghi dove il dolore del demos si fa grido. Attraverso quattro casi esemplari, il sociologo mostra come temi apparentemente "privati" siano in realtà il cuore pulsante del politico.
1. I Corridoi Umanitari e lo Ius Scholae
I Corridoi Umanitari (CU) non sono semplici atti filantropici, ma manifestazioni politiche. Insieme allo Ius Scholae, rappresentano l'attuazione dell'Articolo 10 della Costituzione. Non sono scudi per difendersi dai razzisti, ma rivendicazioni di una politica nazionale fondata sull'integrazione e sulla solidarietà.
2. Il caso Stefano Cucchi: Il Patto Tradito
La morte di Stefano Cucchi non è solo un caso di cronaca o malasanità. È una vicenda squisitamente politica perché tocca il patto primigenio tra Stato e cittadino: lo Stato tutela l'incolumità del cittadino in cambio di obbedienza. Quando lo Stato uccide o lascia morire chi è sotto la sua custodia, esso si dissolve moralmente, tradendo la propria ragione d'essere.
3. Giulio Regeni: La Sovranità Perduta
La vicenda di Giulio Regeni rivela la crisi della sovranità italiana. L'incapacità dei nostri governi di ottenere verità dall'Egitto mostra un "complesso d'inferiorità" e una sudditanza psicologica. Il fatto che siano passati 28 anni (l'età di Giulio) tra la firma della convenzione ONU contro la tortura e la sua traduzione in legge italiana è la metafora di un'inerzia colpevole.
4. Federico Carboni: L'Autodeterminazione
Il primo caso di suicidio assistito in Italia pone una questione centrale del pensiero liberale: la sovranità del sé. La libertà del cittadino sul proprio corpo è un bene politico che vale più dei pregiudizi sociali. Ignorare questo tema significa declassare la libertà a mero "caso mediatico".
Conclusione: Il Ritorno dei Partiti
Oggi il dolore viene trasformato in "questione pubblica" solo da un minoritarismo coraggioso (Associazioni, familiari, attivisti). Ma questo non basta. La politica latita laddove i cittadini soffrono: latita a Fiumicino, nelle aule di tribunale, negli ospedali.
"Solo se i partiti sapranno accogliere la grande questione del dolore, totalmente rimossa dalla vita pubblica, potranno sperimentare una nuova vitalità. Inserire il dolore nell'agenda politica non risolverà magicamente la crisi della democrazia, ma rappresenterà un segno di speranza e una controtendenza necessaria."
Nota: Per chi volesse approfondire, la registrazione integrale dell'intervento è disponibile sulla pagina Facebook della Fondazione Centro Culturale Valdese (dal minuto 1h 05').
