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Il Risveglio dal Sogno: L'Unità Evangelica tra Storia e Identità

Il Risveglio dal Sogno: L'Unità Evangelica tra Storia e Identità

30 ottobre ore 17:30 

Intervengono: 

  • Emilio Florio: Professore di Storia e Filosofia (Liceo Quasimodo di Magenta). 

  • Gabriella Rustici: Presidente della Federazione Femminile Evangelica Valdese e Metodista (FFEVM). 

Modera: Emanuele Campagna 


Dal Somnium Scipionis alla Realtà 

«Ille discessit: ego somno solutus sum» — «Egli se ne andò, io mi sciolsi dal sonno». 

Con questa frase, Cicerone congeda Scipione Emiliano, destandolo dalla celebre visione in cui gli apparve il nonno, l’Africano. Quel sogno dimostrava che lo "Stato delle virtù" è spesso irrealizzabile — una constatazione amara per l’ideale romano. Eppure, insieme al realismo, il sogno porta con sé una promessa: per chi si impegna per il bene comune, è riservato un luogo nel cielo dove godere della realizzazione delle proprie intenzioni più nobili. 

Prendendo spunto da questa suggestione onirica, il CEC invita a riflettere sul "sogno" di una Chiesa evangelica unita in Italia. 

Il Congresso del 1965: Un’Unità Infranta? 

Il “Congresso del 1965” rappresentò l’ultima grande occasione per un linguaggio riformato unanime in Italia. In quell'anno, le diverse anime dell’evangelismo trovarono una sintesi storica: convennero su un comune Innario Cristiano e posero le basi per la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (FCEI), fondata ufficialmente nel 1967. 

Tuttavia, quello stesso evento segnò anche una profonda cesura tra diverse componenti del mondo evangelico. Per chi oggi vive con spirito ecumenico, quell'unità infranta resta un fatto grave. La filologia storica ci parla di mancanza di coordinamento tra gli ideologi dell’epoca; noi, però, vorremmo proporre una narrazione diversa, nutrita di ironia e di una prospettiva — forse "trasognata" — capace di guardare oltre le vecchie ferite. 

Fede, Pluralismo e Identità 

Parlare di fede oggi richiede semplicità e franchezza. Il pluralismo delle denominazioni evangeliche in Italia — numericamente simile alla varietà delle fraternità in ambito cattolico — è un’espressione plastica della nostra cultura. Questo pluralismo ci insegna che l’aspirazione all’unità (religiosa, politica o culturale) non può mai prescindere dalla spinta identitaria. 

Tenteremo quindi di ascoltare la voce più rispettosa dell'altro, liberandoci dal timore del cosiddetto “furto d’identità”. L'obiettivo è riconoscere il Cristo in mezzo a noi attraverso il linguaggio della cultura italiana, consapevoli che nell'incontro con il "Tu" si nasconde sempre un dono di Dio per l'"Io". 

Emanuele Campagna

Emanuele Campagna


Collaboratore di Heidi Crameri - Responsabile del Centro Evangelico - e, attualmente, studente in teologia presso la Facoltà Valdese di Teologia di Roma

centro.evangelico.cultura.sondrio@gmail.com
 

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