L’eretico della libertà – Piero Gobetti
🗓️ Sabato 21 novembre 2026 | alle 16.20
📍 Centro Evangelico di Cultura , via Malta 16 - 23100 Sondrio
🛜 Evento in streaming sul canale YouTube del CEC
✍🏻 Scrivici per ricevere il link di accesso .
Relatore: Lorenzo Sgro
Introduce: Emanuele Campagna
Modera: Jason Lora

Che cosa significa essere liberi? È sufficiente opporsi a un’autorità o la libertà richiede, prima di tutto, una trasformazione delle coscienze?
A cent’anni dalla morte di Piero Gobetti (1901–1926), il pensiero del giovane intellettuale torinese continua a interrogarci sul rapporto tra individuo, società e potere. Antifascista, giornalista ed editore, Gobetti immaginava una rivoluzione liberale capace di superare il conformismo e l’obbedienza passiva attraverso la partecipazione e la responsabilità individuale.
Al centro dell’incontro vi sarà l’originalità del pensiero gobettiano, nel quale liberalismo e socialismo non rappresentano necessariamente due visioni inconciliabili. Per Gobetti, infatti, la libertà non è un privilegio acquisito, ma una conquista che nasce dal confronto, dal conflitto sociale e dalla partecipazione alla vita collettiva. Una concezione che attribuisce all’individuo un ruolo attivo nella costruzione della società, rifiutando ogni forma di passività e subordinazione al potere.
Questa visione si intreccia con il rapporto di Gobetti con il protestantesimo, nel quale riconosceva una scuola di autonomia morale e responsabilità personale. Un tema importante è anche le convergenze di questo pensiero con la «Riforma fallita» in Italia (per il temine storiografico si rimanda al seminario della scorsa stagione tenuto da Federico Zulliani), una convergenza che secondo il pensatore torinese rilegge l’intera storia nazionale, segnata da una diffusa inclinazione al conformismo e all’obbedienza, piuttosto che all’esercizio di una coscienza critica e indipendente.
A distanza di un secolo, queste riflessioni conservano una particolare attualità. Riscoprire Gobetti significa confrontarsi con domande che riguardano anche il nostro presente: quale spazio riserviamo al dissenso? Quanto siamo disposti ad assumerci la responsabilità delle nostre scelte?
In un tempo in cui il dibattito pubblico rischia di ridursi a contrapposizioni e risposte semplicistiche, il suo pensiero ci invita a riflettere sul valore dell’indipendenza critica e sulla necessità di una cittadinanza consapevole. Una riflessione che riguarda non soltanto la politica, ma il nostro modo di vivere la libertà, di rapportarci all’autorità e di riconoscere nella responsabilità individuale il fondamento della vita democratica.
L’incontro si inserisce nel progetto del CEC “Infrangi le apparenze”, che invita a rileggere la realtà, storie e tradizioni andando oltre interpretazioni consolidate e semplificazioni.
Infrangere le apparenze significa non fermarsi all’impressione immediata, ma lasciarsi interrogare in profondità: scoprire che giustizia, amore e libertà non sono ideali astratti, ma movimenti vitali per la nostra esperienza.
Leave a comment
Your email address will not be published. Required fields are marked *
