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Hai da accendere? Appunti di un educatore di comunità

Hai da accendere? Appunti di un educatore di comunità

Hai da accendere? Appunti di un educatore di comunità

🗓️ giovedì 10 settembre 2026 |ore 16.45
📍Via Malta 16 Sondrio

🛜 Evento in streaming sul canale YouTube del CEC

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C'è una domanda che sembra innocua, quasi di passaggio, e che invece nasconde un mondo intero: «Hai da accendere?». È il titolo del libro di Giacomo Bandini e non è un caso che suoni come una frase raccolta per strada. È una domanda che molti educatori si sentono rivolgere dai ragazzi che incontrano ogni giorno. Un gesto quotidiano che diventa il simbolo di una richiesta ben più profonda: essere visti, ascoltati, riconosciuti.

Sarà proprio questo il punto di partenza dell'incontro promosso dal Centro Evangelico di Cultura, che vedrà dialogare l'autore con la pedagogista Federica Greco. A moderare l'incontro sarà il direttore del Centro, Emanuele Campagna.

Hai da accendere? è un libro che sorprende perché non si limita a denunciare le fragilità della società contemporanea. Alla critica affianca esperienze concrete, casi vissuti e proposte educative, lasciando al lettore il compito di trasformarle in pratica.

L'origine della riflessione è uno dei tanti episodi di violenza giovanile che riempiono le cronache. Di fronte a questi fatti, il dibattito pubblico tende spesso a irrigidirsi: si invocano pene più severe, si cercano colpevoli, si costruiscono narrazioni rassicuranti che semplificano la realtà senza comprenderla e, soprattutto, senza prevenire ciò che accade.

Bandini propone invece uno sguardo diverso. Da anni lavora accanto agli adolescenti nei contesti più delicati: scuole, centri di aggregazione, oratori e percorsi della giustizia minorile. Da questa esperienza nasce una lettura autorevole, capace di cogliere il disagio che attraversa le nuove generazioni. Perfino la musica trap, con il suo linguaggio duro e provocatorio, può diventare uno strumento per ascoltare una generazione cresciuta in contesti segnati dallo stigma sociale, da disuguaglianze e da povertà educativa.

Il testo affronta anche il rapporto tra pena e rieducazione, interrogando criticamente le contraddizioni del sistema penitenziario. Se la Costituzione affida alla pena una finalità rieducativa, nella pratica il carcere rischia spesso di produrre nuove forme di isolamento e di esclusione. Lavorare con i giovani inseriti nei percorsi penali significa misurarsi ogni giorno con questa distanza tra il dettato costituzionale e la realtà, cercando di ricucire il rapporto tra individuo e società.

Il cuore del libro, tuttavia, è una riflessione sulla violenza. Bandini distingue quella degli adulti irresponsabili, fatta di assenze educative, silenzi e incapacità di assumersi il compito di accompagnare le nuove generazioni, da quella dei giovani, che nella maggior parte dei casi rappresenta una risposta disperata, un linguaggio distorto attraverso cui chiedere aiuto.

Distinguere queste due forme di violenza significa cambiare prospettiva. È il primo passo, secondo l'autore, perché genitori, insegnanti, educatori e decisori politici possano recuperare la propria responsabilità educativa.

L'incontro si inserisce nel percorso culturale del Centro Evangelico di Cultura, dedicato quest'anno al tema della violenza e della speranza, e vuole offrire uno spazio di riflessione rivolto a tutti coloro che credono che educare significhi anzitutto accompagnare, prima ancora che giudicare.

Giovanni Andriolo

Giovanni Andriolo

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