Musica e Parola: un cammino da Emmaus alla Pentecoste
La giornata inaugurativa per la riapertura del Centro Evangelico di Cultura di Sondrio si è conclusa, sabato 3 ottobre, con «Musica e Parola», concerto del Seraphims Gospel Choir all'Auditorium Torelli di Sondrio.
La soirée è stata immaginata come un cammino, nel quale musica e racconto biblico si richiamano continuamente. Da un lato, la Parola affidata a Nicola Mariani e Veronica Maria Battistelli; dall'altro, il coro, diretto da Monica Izzo: due linguaggi chiamati a farsi reciprocamente controcanto, attraversando il repertorio gospel e la musica contemporanea.
L'immagine che tiene insieme l'intero concerto è quella dei due discepoli sulla via di Emmaus, raccontata nel Vangelo di Luca (Lc 24,13-35). Due persone camminano, conversano, cercano di comprendere ciò che è accaduto. Uno sconosciuto si affianca a loro e, attraverso le Scritture, li aiuta a rileggere una vicenda che sembrava aver definitivamente infranto le loro speranze.
È proprio questa esperienza a suggerire la forma narrativa della serata. Nicola e Veronica ripercorrono alcune grandi pagine bibliche, ora attraverso il dialogo, ora assumendo direttamente la voce dei protagonisti, ora lasciando che la narrazione diventi riflessione sul presente. Le Scritture prendono così nuovamente parola, mentre la musica ne raccoglie e rilancia interrogativi, immagini ed emozioni.
Il percorso si apre con His Presence Is Here , evocando quella presenza che accompagna il cammino anche quando non viene riconosciuta. La narrazione conduce quindi a Miriam e Mosè, alla schiavitù d'Egitto e alla liberazione. I due personaggi tornano a parlare attraverso le voci dei narratori, ricordando la paura, la chiamata e il passaggio del mare. Goin' Up Yonder e Bridge over Troubled Water raccolgono musicalmente questa memoria di liberazione.
Poi è Abramo a rimettere in movimento i passi. La sua storia si intreccia con quella dei discepoli di Emmaus e con l'immagine del Salmo 119: «La tua parola è una lampada al mio piede e una luce sul mio sentiero». Order My Steps e Amen accompagnano questa riflessione: il cammino della fede non consiste nel conoscere anticipatamente l'intera strada, ma nel ricevere luce sufficiente per compiere il passo successivo.
L'acqua diventa quindi il nuovo filo simbolico della serata. È l'acqua della creazione e del caos, quella del Giordano in cui Gesù riceve il battesimo, ma anche quella della tempesta che spaventa i discepoli. Attraverso Wade in the Water e Down by the Riverside , il racconto evoca il passaggio, la fragilità e la possibilità di una vita nuova. Con Heal the World , lo sguardo si allarga alla responsabilità verso il mondo e verso gli altri.
Il cammino arriva poi alle Beatitudini, riproposte attraverso una parafrasi del discorso di Gesù nel Vangelo di Matteo. La felicità evangelica assume qui forme inattese: non il successo o la forza, ma la misericordia, la mitezza, la fame di giustizia e la costruzione della pace. Sono parole che interrogano direttamente il presente e chiedono di trasformare l'indignazione in responsabilità, rifiutando che la violenza diventi normale.
Da qui la musica torna a farsi apertamente festa con Everybody Clap Your Hands e con uno dei brani più riconoscibili della tradizione gospel, Oh Happy Day .
Ma la gioia non rappresenta semplicemente la conclusione del concerto. Nell'ultimo tratto del percorso, il racconto accosta Babele e Pentecoste, due pagine bibliche nelle quali la pluralità delle lingue assume significati differenti. A Pentecoste, le differenze non vengono cancellate: persone provenienti da popoli diversi ascoltano ciascuna nella propria lingua. L'unità non nasce dall'uniformità, ma dalla possibilità di comprendersi.
Questa immagine introduce Baba Yetu , il Padre nostro cantato in swahili, e riporta il cammino alla sua dimensione universale: una Parola che attraversa confini, lingue e culture.
È questa la scommessa dei due linguaggi, Musica e Parola: da una parte il repertorio musicale, dall'altra sei grandi momenti narrativi e biblici, posti in dialogo per far emergere la forza espressiva delle Scritture.
Una serata nella quale il racconto non si limita a spiegare la musica e la musica non si riduce a illustrare il racconto. Entrambi concorrono a costruire un percorso di memoria, ascolto ed emozioni, restituendo al pubblico una domanda che attraversa tutta la narrazione biblica: che cosa significa, oggi, rimettersi in cammino?
